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Breganze
Museo del maglio
NOTIZIE STORICHE
Il Maglio ad energia idraulica, dà il nome all'antica borgata di Breganze e costituisce un bene di straordinario valore culturale. Con la sua plurisecolare attività, la ricchezza delle testimonianze documentarie e il raro stato di conservazione, rispecchia mirabilmente l'evoluzione tecnologica e architettonica dei complessi produttivi preindustriali strettamente integrati con l'ambiente rurale. Dopo aver continuato ad operare fino agli anni Ottanta con l'ultimo "Majaro", Angelo Giusto Tamiello, proprietario della struttura, si offre tuttora come un'esperienza ancora viva e coinvolgente, tanto da essere riconosciuto da parte del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali come importante complesso rustico di formazione medioevale denominato: "Maglio di Breganze" comprensivo della fucina entro cui si inserisce il maglio battiferro e di tutte le sue attrezzature e i suoi prodotti. Il decreto ministeriale del 16 settembre 1985 qualifica il Maglio di Breganze come uno degli autentici documenti di civiltà rurale di estremo interesse storico-etnologico, essendo uno dei pochissimi strumenti di lavoro tuttora agibili, con strutture originarie, efficienti meccanismi che regolano il flusso e la caduta dell'acqua, nonché altri rari congegni mossi dall'energia idraulica con processo coordinato ".

COLLEZIONI
L'edificio in cui si svolgevano le attività metallurgiche della famiglia Tamiello, è composto di tre vani, mantenendo per secoli le sue caratteristiche strutturali cinque-seicentesche e gli antichi strumenti. L'attuale porta d'ingresso del Maglio, attraversata da una scala di cemento di undici gradini, immette nel primo ampio vano dell'officina a pianta rettangolare, sulle cui pareti sono oggi disposti un gran numero di oggetti prodotti dai fabbri. Attraverso un arco di quattro metri di campata si arriva alla stanza del Maglio, mentre sul muro orientale si trova un'altra porta che immette nel piccolo "carbonile". Nel vano d'ingresso dell'"opificio" sono dislocate le attrezzature idrauliche interne, con elementi strutturali ed una meccanica più aggiornati. Vi è infatti una grande ruota a diciotto pale di ferro, montata intorno al 1950 avente un diametro di due metri e mezzo e capace di mettere in movimento, attraverso ingranaggi metallici seriali, un trapano sensitivo a colonna. Essa riceve il movimento da un salto d'acqua di 1,30 metri, che colpisce le pale di ferro disposte sulla ruota. Le pale sono fissate su una corona di ferro, collegata al mozzo di ghisa con tre razze della medesima forma. Con l'ausilio di una grossa cinghia trasmettitrice di cuoio, la ruota idraulica fa girare un albero situato vicino al soffitto lungo la parete settentrionale del vano d'ingresso. Attraverso numerose altre cinghie, l'albero alimenta un secondo trapano, una piccola sega a disco, un tornio da legno, due piccole mole e il condotto per la ventilazione del forno. Ad oriente del vano d'ingresso, attraverso una piccola porta ed alcuni gradini, si giunge nella "cantina-carbone", con il pavimento in cemento ed un soffitto a volta in mattoni. In una cavità sul lato sinistro veniva immagazzinato il combustibile. A meridione del vano d'ingresso vi è la grande sala del Maglio che conserva gli strumenti di lavoro più antichi e con un grande forno che risale all'inizio del secolo. Accanto si possono notare una grossa incudine, numerosi stampi, e un'antica "mola" di arenaria. Lo scudo per il suo azionamento presenta 48 pioli di "corniolo" che si innestano in un rocchetto cilindrico composto da otto denti di ghisa. Attraverso il Maglio venivano lavorati molteplici oggetti, che trovano posto in gran numero sulle pareti dell'opificio. Tra i vari oggetti che oggi si conservano all'interno troviamo lo "sgraffiòn" per recuperare i secchi all'interno dei pozzi, i "tiradài" atti a togliere le radici, le trivelle per i pali delle vigne, i "cavasparasi", i "reàbi" per togliere le braci dai forni, le "nasiere", i picconi, i martelli, le "menàre" (asce), i "menaròti" (scuri), i "menarìni" (accette), le pale da fornaio, incudini, vanghe, zappe ed altri oggetti particolari destinati agli usi più svariati. Vi è conservata una "campagna fotografica" che documenta il sito, la struttura e le macchine nelle diverse componenti. Vi è poi il patrimonio documentario raccolto nell'archivio della famiglia: suppliche, compravendita, affitti, inventari, testamenti, perizie e stime.
Museo del Maglio
Museo del Maglio
AGGIORNAMENTO 2010
SEDE Via Strada del Molino, 10 - Località Maglio
PROPRIETÀ privata
TELEFONO 0445/873908
RESPONSABILE Bruno Tamiello
ORARIO aperto a richiesta (anche festivi)
INGRESSO Intero Euro 5,00; Gruppi Euro 3,00
Segnalainvia
Ascom Vicenza Vicenza Agrifood Istituto Regionale Ville Venete Ascom Vicenza
I Ristoratori di Vicenza Confraternita del Bacalà alla Vicentina Gruppo Ristoratori Conco Le Buone Tavole dei Berici
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