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NOTIZIE STORICHE
Villa Fracanzan Piovene si trova a sud di Vicenza, a Orgiano, ai piedi dei Colli Berici. Commissionata nel 1710 da Giambattista Fracanzan al grande architetto palladiano Francesco Muttoni, conserva intatto il giardino, impostato secondo gli schemi di Versaille e dei parchi tedeschi settecenteschi, con lunghi viali prospettici, "parterre" all'italiana, brolo, peschiera e l'anfiteatro collinare.
COLLEZIONI
Il corpo padronale della Villa Fracanzan Piovene è sempre stato abitato fino al 1970 e i fabbricati agricoli (cantina, stalle, granai, alloggi) hanno svolto la loro funzione fino al 1980. Da quella data una serie numerosa di restauri hanno riportato il monumento alla sua integrità. La cucina. Dalla sala d'ingresso si può passare nella monumentale cucina, l'ambiente più caratteristico della Villa. Come tutte le cucine delle ville venete è posta nell'angolo nord-est per motivi termici, e si presenta con l'arredamento originale di quando fu costruita. Famosissimo il grande "secchiaio" con l'acquaio di marmo rosso, alimentato da una fonte d'acqua potabile scavata nella collina. Durante l'invasione napoleonica il secchiaio fu smontato e seppellito per sottrarlo alle razzie di opere d'arte operate dai Francesi, che passarono più volte per le nostre zone. Oltre alle pentole di rame, alle forme, alle caffettiere, è di grande interesse la cucina economica delle seconda metà dell'800 ed il macina-caffè della ditta Peugeot (questa ditta, successivamente, passò dalla costruzione di macina-caffè a quella delle automobili). Lampade, fili della luce ed intonaci sono rimasti intatti. La "Sala delle Colonne" disimpegna i locali del piano terra. Il pavimento è in pietra di Grancona. Le colonne centrali portanti sono di pietra toscana grigia (oggi introvabile), mentre le lesene sono di pietra di Nalito. La "Sala del Plebiscito o della Contessa Elisa". Il salotto centrale, verso sud, presenta intatto l'arredamento datogli nel 1856. Anche le tende, come quelle della Sala del Biliardo e della Sala da Pranzo, hanno 130 anni. Sulla parete di mezzogiorno vi è il ritratto della contessa Elisa Piovene Porto Godi, moglie di Orazio Marsiglio, proprietario della villa nell'800. Altri due quadri ritraggono Antonio Piovene e Francesca Arrigoni. Sulle altre pareti sono incorniciati documenti e ritratti relativi al Plebiscito del 1866 che sancì il passaggio del Veneto dall'Impero Austro-Ungarico al Regno d'Italia. Nel "Salone da Ballo" che si trova al primo piano, è conservato un grande lampadario, con sei appliques alle pareti, ed è uno dei più interessanti primi lampadari elettrici dell'800 e proviene da Zurigo. Sala dei ritratti cinesi e Camera del Baldacchino. Sono esposti alcuni ritratti cinesi tipici della fine del '700 di dignitari e delle loro mogli. Da notare l'abbigliamento e la presenza, esibita, di oggetti preziosi, quali gli orologi, simboli di importanza sociale. Il Granaio. Il granaio del terzo piano è una delle più affascinanti ed importanti strutture della villa. In queste stanze sono incorniciate varie mappe delle proprietà familiari con l'indicazione dei "diritti d'acqua" e progetti di sistemazioni idrauliche.
Trattori e macchine agricole. Nelle campagne venete il "vapore", la trebbia, il trattore, la "tajaliga" hanno rappresentato per tanti anni l'arrivo della civiltà delle macchine. Alcuni esemplari significativi dei trattori che hanno lavorato nelle campagne venete, tra la fine della prima guerra mondiale e oggi, sono stati raccolti presso la villa di Orgiano. Tra i più antichi sono il Fordson a quattro cilindri, costruito a Detroit nel 1917, il trattore monocilindrico a testa calda della ditta Orsi di Tortona, oggi scomparsa completo di aratro con sollevatore meccanico. Vi è pure conservata una serie completa delle "Landini", due esemplari di "Balilla" del 1940 e 1941. La falegnameria che si trova all'estremità della Barchessa era il luogo predisposto per riparazioni e costruzioni dei manufatti in legno dell'azienda Fracanzan. Qui, oggi, sono raccolti molti degli attrezzi originario pialle, seghe dell'800 ed alcune delle prime macchine industriali per la lavorazione del legno. Nella grande Barchessa sono in corso di sistemazione i due ampi granai, notevoli anche per le capriate, ove sono conservati vari strumenti a testimonianza della vita agricola del passato. Tra i due granai si trova la casa del contadino, oggi completamente ripristinata. L'unità ha una struttura verticale con cantina al piano terra, cucina e camera da letto ed una piccola piccionaia nel sottotetto. L'attuale arredamento testimonia il tipo di mobilia, suppellettili e strumenti domestici comuni nelle famiglie contadine fino a pochi decenni or sono. Caratteristiche sono la cucina economica a legna vicino al camino, il secchiaio senza acqua corrente, gli attrezzi d'uso fabbricati a mano. Ogni famiglia disponeva di un telaio sia per la produzione della tela per i propri usi domestici sia per dare valore aggiunto ai prodotti agricoli (canapa, lino, lana).
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