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Itinerario Monti Lessini - Pasubio - Piccole Dolomiti Vicentine
CARATTERISTICHE TECNICHE

Presentando l’Alta Via delle Vette Vicentine varie possibilità di percorrenza lungo itinerari diversificati, gli aspetti tecnici di seguito illustrati sono riferiti al tracciato con il massimo sviluppo, sia in quanto a dislivello che a lunghezza.


ITINERARIO

Partenza dai 1250 m del rifugio Bertagnoli in località La Piatta, nell’alta Val Chiampo, salita alla Sella del Campetto, discesa a Recoaro Mille e proseguimento per località La Gazza; salita al Passo della Lora e al Monte Obante con successiva discesa a Campogrosso; da Campogrosso si prosegue lungo il Sentiero d’Arroccamento sul Sengio Alto, scendendo al rifugio Balasso, da cui si prosegue fino al Colle Xomo; variante verso Monte Alba, Monte Rione e Monte Priaforà e ritorno al Colle Xomo; salita verso il Monte Pasubio lungo la Strada delle 52 Gallerie e discesa in Val Posina lungo la Val Sorapache; salita al Monte Maio per località Lambre, proseguimento in cresta verso il Monte Maggio e discesa finale al paese di Laghi (m 530).

L’Alta Via delle Vette Vicentine presenta lungo questo itinerario un dislivello di circa 6.200 metri e una lunghezza di circa 90 Km. La quota massima toccata sono i 2020 metri del Monte Obante, anche lungo la Strada delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio vengono raggiunti i 2000 metri. La quota minima toccata dall’Alta Via è rappresentata dai 540 metri dell’abitato di Laghi, punto di inizio del percorso a nord-est. (In località Fusine, all’inizio della variante dell’Alta Via che sale dalla Val Posina alla conca del Novegno, viene toccata la quota minima di 465 metri).

La descrizione del percorso dell’Alta Via delle Vette Vicentine che segue nelle prossime pagine viene fatta partendo da sud-ovest, dove si trova il rifugio Bertagnoli alla Piatta nell’alta Valle del Chiampo, e proseguendo verso nord-est fino all’abitato di Laghi. E‘ ovvio che l’Alta Via può essere percorsa anche nel senso opposto e la scelta del verso di percorrenza è del tutto arbitraria e non vincolante per gli escursionisti.

Per ogni tratto descritto vengono indicati la numerazione dei sentieri CAI seguiti e il tempo medio di percorrenza.


1. VALLE DEI LAGHI

La Val di Laghi è conformata come un grosso ventaglio, delimitato in alto dalla dorsale montuosa che va dal Monte Maio al Monte Maggio e si prolunga verso il Cimone dei Laghi. L’Alta Via delle Vette Vicentine percorre quasi tutto il crinale che circonda la Val di Laghi, dal Monte Maio fino al Monte Gusella, nei cui pressi inizia l’omonima valle che conduce a Molini, frazione di Laghi situata alla base dei pendii montuosi e punto di inizio dell’Alta Via nel suo estremo nord-orientale.


2. VAL POSINA

Val Posina - Monte Maio
Il Monte Maio viene raggiunto da due possibili itinerari dell’Alta Via: uno segue la direttrice principale e conduce, attraverso contrada Lambre, alla cresta tra la Cima del Coston e il Monte Maio; la variante è la salita diretta dal centro di Posina fino alla vetta del Maio.

Monte Pasubio - Val Posina Per la Val Sorapache
Sentiero CAI: n. 377
Tempo di percorrenza: ore 2.50

Dalle Porte del Pasubio (m 1934), dove sorge il rifugio Papa, si imbocca il sentiero che scende nei pascoli verso nord-est, alla volta della Val Sorapache. Proseguendo tra conche erbose e macchie di pino mugo si raggiunge l’ex malga Pasubio di Sopra e quindi la malga Pasubietto, situata alla quota di m 1613. Continuando a scendere si arriva ben presto alla località Acque Fredde (m 1454), dove sgorga dalla roccia una delle più importanti sorgenti del Monte Pasubio.

La valle, dai versanti ripidi e selvaggi, progressivamente si restringe e il pino mugo lascia il posto al faggio, spesso contornato da arbusti e alberelli di salice. Proseguendo nella discesa il sentiero viene sostituito da una mulattiera e quindi da una stradina forestale, la quale sbuca in Val Posina alla quota di m 653, a metà strada fra le contrade Ganna e Doppio, nei pressi del ponte per contrada Lissa.


3. VAL LEOGRA

La Val Leogra è dominata in alto dal gruppo del Sengio Alto e dal Monte Pasubio, mentre alla sinistra idrografica si trova il Massiccio del Novegno. L’Alta Via delle Vette Vicentine raggiunge tutti questi gruppi montuosi, offrendo varie possibilità di percorrenza agli escursionisti.

Il Sengio Alto – come visto precedentemente – viene percorso sia in alto, lungo il Sentiero d’Arroccamento, sia in basso, alla base delle pareti di Baffelan e Cornetto. La salita al Pasubio può avvenire direttamente per la Val Canale oppure, dopo lo spostamento al Colle Xomo (m 1058), attraverso la famosa Strada delle 52 Gallerie. Dal Colle Xomo inizia la principale diramazione dell’Alta Via, vale a dire quella che conduce verso il Massiccio del Novegno e il Monte Priaforà.

Rifugio Balasso - Monte Pasubio

tale rimane fino all’immissione nella Strada degli Eroi, principale collegamento viario tra il Pian delle Fugazze e il rifugio Papa. La Strada degli Eroi, originariamente mulattiera poi trasformata in strada, venne dedicata nel 1938 a dodici medaglie d’oro al valor militare della prima guerra mondiale.

Dall’immissione nella strada, in poche centinaia di metri si raggiunge il rifugio Papa (m 1934), punto di incontro con il tracciato che sale al Pasubio attraverso la Strada delle Gallerie.

Rifugio Balasso - Colle Xomo - Monte Pasubio
Sentieri CAI: non segnalato - n. 311 – non segnalato – n. 322 – non segnalato – n. 366
Tempo di percorrenza: ore 6.00

Si lascia a destra il rifugio Balasso (m 983) e, oltrepassata la strada asfaltata per il Pian delle Fugazze, si inizia a salire nel bosco lungo una stradina, che in alto si restringe e si fa ripida. Dopo la congiunzione con il sentiero CAI n. 311, si arriva ad un incrocio nel bosco e si abbandona il sentiero in salita, che si ricongiunge con l’itinerario precedente, cominciando bruscamente a scendere nel solco della Val Canale.

Si attraversa la valle, portandosi alla sinistra idrografica, e si procede lungo il sentiero nella faggeta, al cospetto delle formidabili pareti rocciose del Soglio d’Uderle e del Soglio Rosso. Raggiunta la bella conca erbosa del Prà dei Penzi ci si immette nella strada asfaltata che conduce in pochi chilometri al Colle Xomo (m 1058).

Dal Colle Xomo si dirama l’itinerario verso il Novegno e il Priaforà e anche la discesa diretta verso l’abitato di Posina (vedi più avanti). Lasciato il Colle Xomo alla volta del Pasubio, si sale lungo il sentiero fino a Bocchetta Campiglia (m 1245), punto di inizio della Strada delle 52 Gallerie.

La Strada delle Gallerie è uno dei percorsi più famosi e frequentati dell’intero arco alpino, si snoda per 6,3 chilometri, 2,3 dei quali nelle 52 gallerie che la contraddistinguono, lungo il versante meridionale del Pasubio, a tratti incisa nelle pareti verticali. Fu realizzata dal genio militare italiano nel corso del 1917 quale via di ascesa e approvvigionamento per le truppe, sotto tiro rispetto alle artiglierie austriache. Seguendo la Strada delle Gallerie si raggiunge il rifugio Papa (m 1934), ricongiungendosi con la variante dell’Alta Via che sale direttamente dalla Val Canale.

Colle Xomo - Posina
Si tratta di una sorta di scorciatoia dell’Alta Via che permette di raggiungere il centro di Posina (m 540) direttamente dallo Xomo. Si segue la strada asfaltata per pochi minuti e quindi si imbocca un sentiero sulla destra, inoltrandosi nel prato. Si prosegue in discesa alla volta di contrada Zamboni, poco sopra della quale si attraversa la strada asfaltata. Da contrada Zamboni si prosegue verso Tezza Bisele e quindi verso il centro abitato di Posina.

Colle Xomo - Monte Priafora'
Sentieri CAI: non segnalato - n. 401 – non segnalato – n. 455 - 435
Tempo di percorrenza: ore 6.00

L’importante diramazione che inizia al Colle Xomo (m 1058) verso est permette di raggiungere il Massiccio del Novegno nella sua maggiore elevazione, il Monte Rione (m 1691), e quindi il Monte Priaforà (m 1659), vetta che domina la Val d’Astico e gli abitati di Arsiero e Velo d’Astico. Dalla piana sommitale del Novegno si può scendere a Fusine, frazione a valle di Posina, lungo una variante dell’Alta Via. L’itinerario completo prevede, una volta raggiunto il Priaforà, il ritorno alla volta del Colle Xomo per lo stesso percorso dell’andata.

Lasciato il Colle Xomo si inizia a salire il versante lungo la cresta che conduce, attraverso il prato e quindi il bosco, verso Cima Fratte e quindi Monte Alba (m 1220). Dal Monte Alba si continua sempre in cresta, passando da entrambi i versanti fino a raggiungere il Colletto di Posina (m 1057).

Dal Colletto comincia la salita verso il Massiccio del Novegno, seguendo la vecchia mulattiera risalente alla prima guerra mondiale che incide i ripidi versanti meridionali della montagna. Si raggiunge e si supera malga Fontana (m 1330), situata alle pendici delle pareti del Monte Calliano, detto anche Monte Ronchetta. Proseguendo nel bosco, in parte costituito da conifere messe a dimora dall’uomo, si raggiunge la selletta a est del Calliano, punto in cui la vista si apre verso la vallata di Posina e il Monte Maio. Tenendo la destra si prosegue alla volta del Monte Cogolo, di cui si sfiora la cima, e del successivo Monte Rione (m 1691), presso cui si trovano i resti di un forte militare italiano.

Lasciato il Rione si scende verso la grande conca sommitale del Massiccio del Novegno, nel cui fondo si trova l’omonima malga. Tenendo la sinistra si raggiunge ben presto il bivio con il sentiero che scende verso Fusine di Posina (vedi più avanti). Si prosegue diritti lungo l’anello di Busa Novegno e quindi si tiene la sinistra alla volta di malga Campedello.

Superata la malga, una leggera discesa conduce al Passo di Campedello (m 1437), punto di separazione tra il Massiccio del Novegno e il complesso Monte Giove-Priaforà. Dal passo una breve salita porta alla mulattiera che, percorrendo il versante occidentale della montagna, conduce alla base del cono sommitale del Priaforà. Una breve e ripida salita porta dapprima al grande foro nella roccia che dà il nome alla montagna, e quindi alla panoramica vetta del Monte Priaforà (m 1659).

Il ritorno dal Monte Priaforà al Colle Xomo deve essere fatto seguendo la via dell’andata.

Massiccio del Novegno - Fusine di Posina
Sentiero CAI: n. 488
Tempo di percorrenza: ore 2.20

Dalla conca sommitale del Massiccio del Novegno si può scendere nella vallata di Posina attraverso il Boalon del Novegno, arrivando alla frazione Fusine dopo avere toccato alcune contrade sparse nel versante della valle.

Il sentiero inizia poco sotto il Monte Rione e perde quota abbastanza rapidamente, addentrandosi ben presto in un bel ceduo invecchiato di faggio. Superata la parte più ripida e impervia del percorso si raggiunge dapprima contrada Boni, quindi Tezze Rossi e Caprini, da cui si scende in poco tempo alla frazione Fusine di Posina (m 456).


4. VALLE DELL'AGNO

L’alta Valle dell’Agno è circondata dalla corona delle Piccole Dolomiti, alle cui pendici, in una conca verdeggiante, si trova il paese di Recoaro Terme. Il S.I.C. “Monti Lessini – Pasubio – Piccole Dolomiti Vicentine” copre tutta la parte alta della vallata, spingendosi dalla cresta delle montagne fino a quote prossime ai 700 m, a pochi chilometri dall’abitato di Recoaro.

Nella Valle dell’Agno il percorso dell’Alta Via può essere raggiunto da almeno tre punti, e cioè dal Passo di Campogrosso (m 1456), da località La Gazza (m 1265) e da Recoaro Mille (m 1000). Il punto più logico per il concatenamento con il percorso che sale dalla Valle del Chiampo è Recoaro Mille, l’inizio dalle altre due località accorcia in parte il percorso complessivo dell’Alta Via.

La descrizione del tracciato viene sempre fatta con il senso di marcia che va da sud-ovest verso nord-est.

Campogrosso - Rifugio Balasso
Il Passo di Campogrosso (m 1456) si trova nel cuore delle Piccole Dolomiti, in una conca verdeggiante sovrastata dal Gruppo del Carega e dal Sengio Alto. Il proseguimento dell’Alta Via da Campogrosso verso il rifugio Balasso e il soprastante Monte Pasubio può avvenire secondo due itinerari, ben diversi in quanto a lunghezza e difficoltà. Uno è la Strada del Re, carrozzabile da tempo chiusa al traffico e ora comodo percorso pedonale, l’altro è la salita verso il Monte Baffelan e il proseguimento lungo il panoramico e a tratti esposto Sentiero d’Arroccamento. I due percorsi si ricongiungono poco prima dell’Ossario del Monte Pasubio, sacrario militare eretto sul Colle di Bellavista, sopra il rifugio Balasso.

Lungo entrambi i percorsi, poche centinaia di metri dopo Campogrosso, si lascia il comune di Recoaro Terme per entrare in quello di Valli del Pasubio, comune situato nella Val Leogra.

Gazza - Campogrosso
Sentiero CAI: n. 120
Tempo di percorrenza: ore 2.45

Dalla verdeggiante conca di Recoaro Mille si può salire lungo una serpeggiante stradina fino alla Sella del Campetto (m 1549), punto di raccordo con il percorso descritto precedentemente per la Valle del Chiampo. In tal caso l’Alta Via percorre la parte sommitale della Catena delle Tre Croci alla volta del Passo della Lora (Sentieri CAI n. 133 – 202).

Seguendo la direzione per il Colle della Gazza, da Recoaro Mille l’Alta Via coincide con il Sentiero dei Grandi Alberi, uno dei percorsi più interessanti e suggestivi delle Piccole Dolomiti.

Il Sentiero dei Grandi Alberi si snoda tra i pascoli dell’Altopiano delle Montagnole, toccando i numerosi patriarchi vegetali che da secoli sorvegliano il passaggio di viandanti, pastori ed escursionisti. Si percorrono stradine, mulattiere e tratti di sentiero, in piano o in dolci saliscendi, sempre costeggiando le selvagge pareti settentrionali della Catena delle Tre Croci. Oltre alle presenze arboree, lungo il Sentiero dei Grandi Alberi si incontrano alcune malghe caricate a bovini, distese di pascoli montani e interessanti biotopi, come le pozze d’alpeggio, il laghetto del Creme e la torbiera del Monte Rove, l’unica di tutto il Sito di Importanza Comunitaria “Monti Lessini – Pasubio – Piccole Dolomiti Vicentine”.

Recoaro Mille - Gazza
Sentiero CAI: n. 120
Tempo di percorrenza: ore 2.45

Dalla verdeggiante conca di Recoaro Mille si può salire lungo una serpeggiante stradina fino alla Sella del Campetto (m 1549), punto di raccordo con il percorso descritto precedentemente per la Valle del Chiampo. In tal caso l’Alta Via percorre la parte sommitale della Catena delle Tre Croci alla volta del Passo della Lora (Sentieri CAI n. 133 – 202).

Seguendo la direzione per il Colle della Gazza, da Recoaro Mille l’Alta Via coincide con il Sentiero dei Grandi Alberi, uno dei percorsi più interessanti e suggestivi delle Piccole Dolomiti.

Il Sentiero dei Grandi Alberi si snoda tra i pascoli dell’Altopiano delle Montagnole, toccando i numerosi patriarchi vegetali che da secoli sorvegliano il passaggio di viandanti, pastori ed escursionisti. Si percorrono stradine, mulattiere e tratti di sentiero, in piano o in dolci saliscendi, sempre costeggiando le selvagge pareti settentrionali della Catena delle Tre Croci. Oltre alle presenze arboree, lungo il Sentiero dei Grandi Alberi si incontrano alcune malghe caricate a bovini, distese di pascoli montani e interessanti biotopi, come le pozze d’alpeggio, il laghetto del Creme e la torbiera del Monte Rove, l’unica di tutto il Sito di Importanza Comunitaria “Monti Lessini – Pasubio – Piccole Dolomiti Vicentine”.


5. VALLI DEL CHIAMPO

Il S.I.C. “Monti Lessini – Pasubio – Piccole Dolomiti Vicentine” comprende la porzione sommitale dell’alta Valle del Chiampo e il suo confine passa nei pressi della frazione di Campodalbero, nel comune di Crespadoro. Il naturale punto di partenza dell’Alta Via è costituito dal rifugio Bertagnoli in località La Piatta, struttura ricettiva situata a 1250 metri di quota. In prossimità del rifugio si trova il Casello La Piatta, recentemente ristrutturato e adibito a sala polifunzionale e Centro di Educazione Naturalistica.

Dal rifugio Bertagnoli l’Alta Via offre due possibilità all’escursionista per raggiungere la cresta sommitale della Catena delle Tre Croci: una prevede la salita al Passo della Scagina (m 1548) e il proseguimento verso il Passo della Lora, l’altra la salita al Passo del Mesole (m 1546) e la continuazione verso la Sella del Campetto.

Passo della Scagina - Passo della Lora
Sentieri CAI: n. 221 - 202
Tempo di percorrenza: ore 2.30

Dal rifugio Bertagnoli si sale nel bosco finché si arriva a un capitello di ferro. Dal capitello si scende poche decine di metri lungo un sentiero attrezzato con qualche corda fissa (attenzione) e quindi, raggiunto il solco vallivo, si ricomincia a salire nel bosco rado e caratterizzato da faggio, pino mugo e pochi esemplari di carpino nero e maggiociondolo. Il sentiero si fa via via più ripido fino a sbucare sulla cresta che conduce ai 1548 metri del Passo della Scagina. Di qui e tenendo la destra si segue la mulattiera militare che riporta verso il Passo del Mesole, raggiunto dall’altra via di ascesa dal Bertagnoli.

Il naturale proseguimento è invece verso sinistra, alla volta del Passo Ristele e della vicina Malga Fraselle di Sopra. I verdeggianti pascoli della malga, tutt’ora caricata a ovini, vengono percorsi dalla mulattiera che prosegue serpeggiando verso il Passo Zevola, situato alla quota di m 1820 poco sotto l’omonimo Monte, raggiungibile con breve deviazione. Dal Passo Zevola l’Alta Via prosegue in discesa, lungo il sentiero che taglia coni detritici e mughete fino al Passo della Lora (m 1716), punto di incontro con il percorso che sale dal sottostante Colle della Gazza.

Passo del Mesole - Sella del Campetto - Recoaro Mille
Sentieri CAI: n. 207 – 202 - 133
Tempo di percorrenza: ore 3.00

Dal rifugio Bertagnoli si segue la strada sterrata, chiusa al traffico da una sbarra, fino a una vecchia cava di marmo. Dalla cava si prosegue in salita lungo un sentiero che, serpeggiando nel bosco di faggio, conduce alla soprastante mulattiera di arroccamento nei pressi del Passo del Mesole (m 1546).
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