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Comune di Chiampo
Stemma Comunale

Coordinate GPS: 45° 32' 0" N 11° 17' 0" E
Cap: 36072

Sito web: www.comune.chiampo.vi.it
E-mail: urp@comune.chiampo.vi.it


Centro Storico di Chiampo Complesso Francescano La Pieve La Parrocchia di S. Maria Assunta e S. Martino Chiesetta San Daniele
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Da vedere/Attrattive
La Grotta di Lourdes del Beato Claudio è il fulcro di tutto il grande movimento religioso-mariano sviluppatosi in questi ultimi decenni, che raggiunge oggi un afflusso annuale che supera il milione e mezzo di pellegrini.  Edificata in cemento e ferro nel 1935 dal Beato Claudio Granzotto con devozione e competenza, è copia fedele di quella dei Pirenei-Francia. La statua dell'Immacolata - in marmo di Carrara - fu scolpita dal Beato, che infuse nel marmo la sua profonda devozione alla Vergine.
Il complesso francescano comprende la Chiesa della Pieve, antica chiesa dedicata alla Madonna, la via crucis di recente realizzazione (1989) ed è un percorso di 560 mt a serpentina e costituita da gruppi statuari di bronzo in altezza naturale. Il Museo inaugurato nel 1972 dal suo appassionato e benemerito fondatore, P. Aurelio Menin, e arricchitosi successivamente, contiene oggi un prezioso patrimonio culturale distribuito in 11 sezioni.  Dal giugno 2001 si lavora per la costruzione della nuova chiesa al Beato Claudio.

Altri luoghi da visitare sono la Chiesa di S. Martino, Parrocchia di Chiampo,  la Chiesetta di S. Daniele. Quest’ultima ha all’interno famosi affreschi di Vico Calabrò che narrano le storie vissute dalle genti che popolavano la zona.
Il Sentiero delle Marogne (km 6, 168/492 s.l.m., durata del percorso: 3 ore) e il Sentiero Leader II (tratto Chiampo-Rondini 7,8 km).

Storia del comune
L’origine del nucleo insediativo di Chiampo, che apre la valle sviluppandosi lungo il bacino dell’omonimo fiume, si perde nel tempo.
Il nome del paese ricorda filologicamente “Campus” cioè pianura o campo coltivato.
Alcuni studiosi ritengono possa essere di origine gotica, derivazione di Klam-po ossia piccolo Po (villaggio situato sulle sponde del torrente che offre simili caratteristiche di fertilità). O ancora si pensa derivi da Klam-positus, posto in luogo nascosto fra boscaglie e piccole valli. Prima ancora, esistono attestazioni di origine romana incise sul noto marmo di Chiampo.
Di origine romana è una parte cospicua di toponomastica, quale “Lovara” sede di un ex cava che si riferisce ad “area e centiara” usato per indicare la zona dove era stata edificata un’antichissima Pieve.
La più antica attestazione di presenza Longobarda a Chiampo, ricordata da Silvio Dal Maso in “La Chiesa di San Daniele in Chiampo” si trova in un documento del 15 febbraio 1020. In esso, si parla di un certo “Ammulbertus” che lasciò delle terre. Altro documento è del 1091 per una donazione fatta da Enrico IV a favore del monastero SS. Felice e Fortunato di Vicenza.
Merita menzione a partire dal XII secolo, l’arrivo dei cimbri in Valchiampo, gruppi di coloni scesi spontaneamente o chiamati dalla Germania per dissodare le terre e disboscare le guizze (terreni boscosi di faggi). Si arriva all’epoca dei comuni, in cui Chiampo si trovò sotto la tutela dei Veronesi e dei Padovani. Era l’epoca dei castelli e anche a Chiampo era presente un maniero nel colle della Vignaga.
La leggenda popolare ne attribuisce la fine nel 1400 in seguito alle famose scorrerie di Pippo Spano. Oggi del castello della Vignaga non esistono più tracce riscontrabili.
Nel 1404 Chiampo fu inclusa nella Repubblica Veneta. Al tempo della Serenissima, Chiampo ebbe la sua vicinia generale con elezione del decano, del sindaco, dell’esattore e di vari altri impiegati per regolare la vita economica e finanziaria.
Chiampo è quindi uno dei tanti comuni rurali che si organizzarono con una vita regolata specialmente da uno statuto; ebbe la sua sede comunale in contrà del Pozzo con una loggia per le riunioni del Consiglio ed una pensione aperta per assicurare l’alloggio delle persone dirette a Chiampo per affari del Comune. Il 22 maggio 1797 l’abdicazione dell’ultimo Doge di Venezia segnò la fine della Repubblica Veneta e il 29 maggio a Chiampo venne eretto l’albero della libertà, con una cerimonia pervasa di caldi sentimenti di “patriottismo”. Nel 1798 però la Francia cedette i territori veneti in cambio della Lombardia all’Austria, che governò per 8 anni, contrassegnati da una grave crisi economica. Nel 1806 Napoleone aggregò il Veneto al nuovo Regno d’Italia fino al 1813 quando, sconfitto Napoleone a Lipsia, il Vicentino tornò agli austriaci e venne incluso nel regno Lombardo Veneto. Successivamente il movimento risorgimentale trovò, anche a Chiampo, patrioti ardenti, quali Paolo Mistrorigo e Giacomo Zanella.
Con l’annessione all’Italia le condizioni economiche e sociali migliorarono, con lo sviluppo dell’industria del marmo, della lana e della seta. Nel 1903 arrivò la ferrovia e dopo la seconda guerra mondiale iniziò la grande crescita industriale con l’affermarsi dell’attività conciaria.

 Comune gemellato con:
Mondelange (Francia)

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