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Comune di Valstagna
Stemma Comunale

Coordinate GPS: N 45.86667 E 11.66667
Cap: 36020

Sito web: www.comune.valstagna.vi.it
E-mail: info@comune.valstagna.vi.it





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Da Vedere/Attrattive
I
l Parco Naturale delle Grotte di Oliero racchiude al suo interno una delle più importanti manifestazioni geologiche del carsismo. Situate della valle del Brenta, in comune di Valstagna, le sorgenti dell'Oliero sono gli scarichi idrici più importanti del massiccio carsico dei Sette Comuni e le più grandi sorgenti valchiusane d'Europa. Le grotte attualmente aperte al pubblico sono quattro. Dalle più basse scaturisce il fiume Oliero, mentre i due "covoli" superiori, antichi sbocchi delle medesime sorgenti, sono ora asciutti. Attraverso il suggestivo parco delle grotte, un viottolo sale tortuosamente a raggiungere il covolo degli assassini ed il covolo delle sorelle. Li sovrastano altissime pareti rocciose sulle quali si può ammirare un ricco campionario di flora rupestre. Si scende quindi a raggiungere la conca tra le due grotte principali, completamente circondata dalle freschissime acque sorgive ed immersa nel verde di piante secolari. Vicinissima si apre la bassa e larga imboccatura del covolo dei Siori o grotta Parolini, dal nome del suo scopritore che la esplorò nel 1822. Dieci anni dopo il celebre botanico la rese accessibile al pubblico. La sorgente dell'Oliero ospita nelle sue acque un raro fossile vivente: il Proteo, un anfibio troglobio presente solo nelle cavità del carso triestino e sloveno. da marzo ad ottobre le grotte sono aperte al pubblico tutti i giorni.
All'ingresso delle grotte di Oliero sorge il Museo Regionale di Speleologia e carsismo situato in una parte dei locali restaurati della ex cartiera Burgo, prima Cartiera Remondini. All'interno del Museo troviamo un percorso esplorativo che, attraverso mostre e plastici, guida il visitatore alla scoperta dell'affascinante mondo sotterraneo.

Calà del Sasso
Detta anche la strada dei Tronchi, percorso molto famoso dall'Altopiano in contrada Sasso fino a Valstagna, di 4444 gradini.  Percorso in salita e discesa di quattro ore, con un dislivello di oltre 700 mt. La strada è affiancata da una cunetta per i tronchi che da Valstagna erano gettati nel Brenta per arrivare a Venezia. Fu costruita, secondo gli storici, verso la fine del 1400 dal Comune di Asiago per collegarsi a Valstagna, all'epoca in cui era sottoposto al dominio di Gian Galeazzo Visconti. Molto danneggiata dall'alluvione del 1966, è stata di recente recuperata per l'importanza storica e turistica.

Il territorio della Valbrenta, e di Valstagna in particolare, è denso di appuntanti, incontri, rievocazioni, gare e manifestazioni varie. Fra tutte spicca il Palio delle Zattere. Evento unico in Italia, celebra la memoria antica dei Zatterieri della zona che facevano arrivare a Venezia e Padova il legname e i prodotti delle montagne di Valstagna portati a valle lungo la storica Calà del Sasso. Si svolge alla fine di luglio in ricordo dell'alluvione del luglio 1851.

Storia del comune
Il nome Valstagna (Vallis Stagna o Vallis Stamnea) significa "valle stagnante" o "ricca di stagni", secondo quanto tramandato dagli studiosi di toponomastica.
E' da considerarsi il centro più importante della Valle del Brenta.
Allineata sulla riva destra del fiume, sullo sbocco della Val Frenzela, la fama di Valstagna risale al '600, quando i signorotti della Serenissima Repubblica di Venezia ne fecero il centro del commercio di legname ed un avamposto militare nei pressi del confine austriaco.
Valstagna ebbe un destino analogo ad altri centri della Valle, ma con la  Serenissima instaurò rapporti privilegiati che, ancor oggi, nella piazza principale, sono testimoniati dalla presenza del leone di San Marco con il " libro chiuso" (segno di esenzione dai dazi) dove di solito compare la scritta Pax tibi Marce Evangelista meus (pace a te o Marco, mio Evangelista)

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