La sede che dal 1991, nel centro storico di Vicenza, ospita il Museo Naturalistico Archeologico può vantare un ricca storia: convento domenicano nel XVI secolo, sede del tribunale dell'Inquisizione, poi collegio comunale, ospedale austriaco e, dal 1867, plesso scolastico che ospitò, fino al 1962, l'Istituto Tecnico Alessandro Rossi.

Attraversata l'entrata posta sull'elegante facciata, costruita nel 1823 su disegno di Angelo Casarotti, si accede ai chiostri e alle sale che ospitano le due sezioni del Museo.

La sezione naturalistica è dedicata all’illustrazione delle caratteristiche del territorio, soprattutto quello dei colli Berici la cui specificità ambientale annovera anche endemismi di flora e di fauna.

Quella archeologica raccoglie le testimonianze più importanti della presenza umana nel territorio vicentino: per le epoche più antiche (Paleolitico-Neolitico) spiccano i rinvenimenti perilacustri di Fimon, con i famosi vasi a bocca quadrata, e di altri siti collinari dei Berici. Mentre una vetrina ospita alcuni reperti dell'Età del Rame provenienti dall'area funeraria e cultuale di tipo megalitico di Sovizzo, costituita da un doppio corridoio rituale e da tombe a tumulo in terra e in pietra, struttura ancora visibile e che si consiglia di andare a vedere.

L'Età del Ferro presenta formidabili reperti: vasi, spade, asce, ma in particolare le laminette votive del santuario di San Giacomo a Vicenza, nonché due lapidi in alfabeto venetico in una delle quali appare il vocabolo VENETKENS, attualmente la prima attestazione locale riferibile all'etnico “Veneto”.

Alla Vicenza di età romana è dedicata la sala con reperti decorativi e architettonici del teatro romano di Berga, la cui forma curvilinea, ancora visibile, ha plasmato l'area tra contrà Santi Apostoli e Porton del Luzzo. Altre sezioni sono dedicate alle anfore, lacerti musivi, oggetti del criptoportico di piazza Duomo, monumento assolutamente da visitare.

Una sala è dedicata a Girolamo Egidio Di Velo, il primo, a inizio del 1800, a scavare nelle terme di Caracalla, e alla sua collezione di reperti statuari provenienti da Roma.

Lungo il chiostro è posizionato il lapidario di epoca romana. L'esposizione si conclude con una ricca documentazione della presenza dei longobardi nel territorio vicentino.



Orari:

Da settembre a giugno dalle ore 9.00 alle ore 17.00; Luglio e agosto dalle ore 10.00 alle ore 14.00. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura Chiuso il lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio.

Indirizzo: Vicenza - Contrà Santa Corona, 4
Telefono: 0444 222815
GPS:45.549657, 11.547487