Una struttura massiccia e imponente ricorda che un tempo ad Asiago c'era anche un carcere
Rimasto per decenni in disuso dopo la chiusura, in anni più recenti è stato trasformato in una location per esposizioni d'arte. Il progetto di restauro è stato elaborato dall’arch. Massimo Muraro ed i lavori sono terminati nel 2001. Forse per ragioni di bilancio, il tetto è stato realizzato con tegole canadesi anziché con l’originaria rossa tegola marsigliese.

Il restauro comunque ha rispettato la conformazione originale. Sono stati conservati particolari e strutture che non lasciano dubbi circa l’originaria destinazione dell’edificio: l’androne, il ballatoio, le porte d’ingresso delle celle, le finestre a bocca di lupo (1° piano) che consentivano al carcerato di guardare, al massimo, un po’ di cielo a scacchi... Del muraglione di cinta sostanzialmente è rimasto integro solo l’ingresso, mentre delle lastre di porfido segnano il profilo preesistente.

Oggi lo spazio ospita numerose mostre ed esposizioni d’arte. Le opere vengono sistemate anche nelle vecchie celle della prigione, dando al Museo un aspetto davvero originale.

LA STORIA
Probabilmente la decisione di costruire l’edificio seguì l’avvio della Pretura, avvenuto all’incirca nel 1825.  L’eventuale rovina che l’edificio potrebbe aver subito con la Grande Guerra, non comportò un rifacimento della struttura: essa rimase tale e quale, fatto documentato da foto dell’epoca.
Era (ed è) costituita da due volumi addossati, formanti una pianta a “T”, con un caratteristico elemento a pianta circolare - tetto a cipolla - tangente all’edificio nel lato sud ed adibito a servizi igienici.
La parte anteriore, di accesso, è di circa 70 mq ed era adibita ad abitazione del custode (utilizzata all’incirca sino al 1973).
L’abitazione era separata dal carcere vero e proprio da un’unica porta, dotata di una grossa inferriata. Il luogo di detenzione (privo di un impianto di riscaldamento!), era costituito per metà circa da un vasto androne, alto due piani e pavimentato da lastroni di pietra locale.


Chi vorrà visitare il complesso, noterà che sull’androne si affacciano le celle, quattro al piano inferiore e altrettante al piano superiore, queste ultime collegate da una scala e da un ballatoio, realizzato con lastroni simili a quelli del pavimento e protetto da una ringhiera realizzata con ferro battuto, anche all’epoca molto decorosa. L’edificio era recintato da un’alta muraglia.
Architettonicamente rilevante è l’ingresso: la muraglia esteriore aveva un’unica apertura, un arco di pietra a tutto sesto (metri 1,5 di raggio) di stile vagamente neoclassico, sulle cui colonne portanti si innesta un possente cancello di ferro battuto. Può essere osservata ancor oggi, ma non così com’era.

Orari:

Dalle 10.00 alle 12.30 / dalle 15.30 alle 19.30

Indirizzo: Asiago - Via Cairoli, 20
Telefono: 0424 600255
Sito web: www.asiago.to
GPS:45.871558, 11.511254