Andrea Palladio nasce a Padova nel 1508, figlio del mugnaio Pietro della Gondola e di Marta detta "la zota". Inizia presto a lavorare come scalpellino nella bottega di Bartolomeo Cavazza da Sossano, ma già all’età di 16 anni arriva a Vicenza ed entra nella bottega di Pedemuro San Biagio, tenuta da Giovanni di Giacomo da Porlezza e Girolamo Pittoni da Lumignano, all'epoca scultori molto famosi a Vicenza.

L’incontro che gli cambierà radicalmente la vita avvenne attorno al 1535, quando conoscerà il poeta e umanista Giangiorgio Trissino, che lo prenderà sotto la sua ala protettrice e lo guiderà nella sua formazione culturale, improntata in particolare allo studio dei classici. Sarà proprio il Trissino a soprannominarlo Palladio ed accompagnarlo in numerosi i viaggi a Roma, dove Andrea sarà affascinato dall’osservazione dei monumenti imperiali e dove incontrerà i "grandi" del tempo: Michelangelo, Sebastiano Serlio, Giulio Romano, Bramante.

Intorno ai trent’anni inizia la sua attività di architetto, firmando il Palazzo Civena a Ponte Furo (Vicenza) e la villa Godi a Lonedo. Ma a consacrarlo nell’olimpo dei grandi architetti sarà, nel 1549, la ricostruzione delle Logge della Basilica di Vicenza in sostituzione di quelle quattrocentesche, con il progetto di Andrea che avrà la meglio su quelli di Serlio, Sansovino, Sanmicheli, Giulio Romano. Uno straordinario trampolino di lancio per il giovani architetto, che sarà da allora chiamato dalle nobili famiglie vicentine e veneziane.

Tra le realizzazioni di questo fortunato periodo: palazzo Chiericati, villa Barbaro di Maser, la "Malcontenta" a Mira, le chiese veneziane del Redentore e di S. Giorgio Maggiore, fino alla notissima "La Rotonda".

Ma Palladio entra nella storia anche per la pubblicazione, nel 1570) del trattato I quattro libri dell'architettura, una summa della sua cultura, dei suoi ideali e della sua esperienza.. Agli inizi del 1580 Palladio è impegnato nella costruzione del Teatro Olimpico, edificato su richiesta degli Accademici Olimpici che volevano creare un nuovo spazio per le rappresentazioni della tragedia classica. Sarà la sua opera incompiuta, visto che il Palladio si spegne il 19 agosto 1580. Nonostante ciò il Teatro Olimpico rimane uno dei monumenti più straordinari della città, grazie anche alle spettacolari scenografie di Vincenzo Scamozzi, intagliate nel legno e magnificamente decorate.



GPS:45.546722, 11.546194