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Sul monte Sommaripa, adagiato su uno sperone di pietra calcarea sopra un basamento vulcanico, sorge il Castello di Brendola, noto anche come “Rocca dei Vescovi”, essendo stato per secoli centro di una giurisdizione vescovile. La ricostruzione del castello risulta precedente all’anno 1000, ma non si può escludere del tutto l’esistenza già in epoca romana di un luogo fortificato, data la posizione strategica di Brendola, lungo la via Postumia.

La documentazione più antica induce, comunque, a collocare il castello nel periodo in cui, Berengario, marchese del Friuli, ottenuta la corona di re d’Italia, si trovò a fronteggiare le scorrerie degli Ungari e favorì pertanto la costruzione di castelli e mura nei territori maggiormente esposti al pericolo di incursioni.

In origine si sarebbe trattato di una rocca con torrione di avvistamento, con ambienti adatti al deposito delle derrate. Il primo documento, comunque, che attesta l’esistenza della Rocca e ne conferma il possesso al Vescovo di Vicenza, Girolamo, è il diploma dell’imperatore Ottone III, dell’anno 1000.

Nel secolo XII fu allargata la cinta muraria, probabilmente ad opera del vescovo Torengo e furono predisposti locali utili per accogliere animali, provviste, armi e munizioni, oltre ad un  presidio militare, in caso di assedio.

Il potere dei Vescovi cominciò ad essere ridimensionato nel XIII secolo. In particolare nel 1266, il famoso vescovo Bartolomeo da Breganze dovette scendere a patti con il costituito Comune e concedere dei diritti sul castello.

Nel corso del XIV sec., quando il territorio vicentino passò agli Scaligeri, a Brendola il vescovo fu del tutto privato dei suoi poteri politico-amministrativi (tranne sotto l’episcopato del famigerato Biagio della Lionessa) che passarono prima ai Capitani e poi ai Vicari. Alla fine del 1300 si concluse il dominio scaligero e iniziarono le guerre tra Visconti, Carraresi e Veneziani per spartirsi il territorio.

Nel 1404, quando Vicenza si consegnò spontaneamente a Venezia, in seguito all’assedio padovano, anche il territorio brendolano seguì tale sorte ma le lotte e le guerre non finirono e il castello fu spesso teatro di battaglie tra le forze veneziane e quelle avversarie, milanesi in particolare.

Nel 1413 Pippo Spano danneggiò gravemente il castello e nel 1438 Niccolò Piccinino devastò Brendola facendo razzia della Rocca. A decidere le sorti del castello fu però la famosa guerra suscitata dalla Lega di Cambrai (1509). Nel 1513, infatti, la rocca fu occupata dalle truppe spagnole della Lega e l’anno successivo Venezia la riprese tramite il Generale Bartolomeo d’Alviano, il quale per impedire che il castello “si facesse ulteriormente asilo eventuale di spagnoli, di tedeschi o d’altri nemici della Repubblica” ne ordinò la distruzione, il 22 luglio 1514.

Da quel momento la Rocca dei Vescovi perse la sua importante funzione di centro di potere: per la comunità di Brendola si aprì un nuovo periodo di storia che si inserisce in quella più ampia della Repubblica di Venezia prima, e della storia d’Italia, poi. 

Indirizzo: Brendola -
GPS:45.474561, 11.460994