Beppe Fornasa è un fotografo di lunga esperienza, un mago della camera oscura e un fine fotoritoccatore. Da quasi trent’anni ha trovato un soggetto privilegiato nei muri. In una vecchia intervista racconta che, dopo aver frequentato un po’ ogni genere fotografico, intorno al 1974 ha “cominciato a vedere nei muri cose interessanti” e di avere da allora dedicato ai muri un’attenzione crescente.

Sempre in quell’intervista, all’osservazione che le sue fotografie non hanno titolo, replica: “Infatti, non metto mai titoli, io lascio a ciascuno la possibilità di vedere quello che vuole nelle mie foto. Recentemente le ho mostrate a dei ragazzi, una terza media, ed il risultato è stato di un interesse eccezionale.”
Queste scarne notizie contribuiscono assai poco a comprendere l’approccio di Beppe Fornasa ad un soggetto come i muri che trova la sua dimensione originale non tanto nel soggetto stesso quanto nell’estensione di una ricerca ormai quasi trentennale.

La chiave per carpire il segreto delle sue immagini non sta neppure nella eccezionale qualità delle sue stampe: di rara raffinatezza, al punto che invitano a volerle toccare, a volerle accarezzare grazie al loro offrire l’impressione di una testura delicata, quasi vellutata, come di una stoffa preziosa. Qui abbiamo un indizio, appena un primo indizio. Bisogna invece vedere Beppe alle prese con una fotografia. Se gli mostrate una fotografia che non conosce, una delle vostre, ad esempio, assisterete ad un procedimento che rivela alcuni dei passi fisici e logici che, possiamo supporre, costituiscono parte del repertorio di strategie attraverso il quale Beppe crea le sue immagini.
Prima di tutto la prende in mano, ma non come si prende in mano un oggetto sottile: tra le sue mani una fotografia acquista spessore, la tocca, la sfrega come se quelle sue mani potessero scoprire qualcosa che gli occhi non possono vedere. Poi la gira, la rigira, la capovolge e, quando pare che abbia trovato l’orientamento della fotografia che sembra convincerlo, con quello che ha a portata comincia a coprirla, a reinquadrarla, a segmentarla.

Alla fine, di quella foto, magari orientata con il bordo inferiore in alto o messa di sbiego, rimane scoperta solo una porzione: e allora, se la serata è una di quelle buone e la compagnia ne è all’altezza, Beppe comincia a parlare di quello che ha scoperto dentro quel pezzetto della vostra fotografia.
Vi accompagnerà così dentro un mondo di storie a volte semplici e forse banali, a volte incredibili e straordinarie. Dev’essere così che procede anche per inventare le sue immagini cui sa aggiungere un possente senso dell’equilibrio formale e compositivo. E in verità, la forza delle sue immagini sta proprio in una matura visione della forma, in una potenza espressiva che colpisce fin dal primo sguardo. Perché le storie che vi sono illustrate rimangono segrete e private e noi siamo invitati da Beppe Fornasa a crearne di nuove, di nostre che arricchiscano il suo lavoro delle nostre impressioni e le nostre emozioni. In fondo, stiamo tutti sotto lo stesso cielo e le stesse nuvole, ma ne traiamo ognuno meraviglie diverse.
 
La mostra è aperta a tutti e l’autore sarà presente ogni sabato mattina.
Inresso gratuito
Categoria: Mostre
Data dell'evento:
07/01/2019 - 27/01/2019
Telefono: 0444 673833
Indirizzo: Biblioteca Civica G. Bedeschi - Vicolo Marconi, 6 Arzignano