Si può raggiungere per Asiago, Gallio, Valle di Campomulo, Malga Mandrielle, Roccolo Cattagno il Bivio detto della Fossetta, dove si prende la strada di destra che, sterrata  ma in buono stato, porta a Malga Fossetta, ai piedi  del Monte omonimo. Si parcheggia in prossimità della casara della malga e si prosegue a piedi attraversando l’ampia conca. Qui si svolsero  nel giugno 1916 accaniti combattimenti tra italiani ed austriaci e si distinsero i battaglioni alpini del gruppo Stringa. Il pianoro divenne in seguito alla conquista italiana sede di comandi militari, di magazzini e di postazioni di artiglieria. Vi aveva sede il comando del XX° corpo di armata del generale Montuori, il corpo d’armata della battaglia dell’Ortigara e qui, oltre ad un ospedaletto da campo e a un cimitero militare sorgeva pure un edificio adibito a Tribunale militare italiano.
A ricordo degli eventi bellici di allora sorge attualmente una chiesetta che custodisce nel suo interno delle targhe commemorative di caduti.

Si prosegue per la mulattiera alquanto sconnessa che aggira a nord la chiesetta e si arriva fino  all’orlo dell’Altopiano prospiciente la Valsugana, in località Porta Molina. Si può ammirare  un’ampia visuale sulle pendici rocciose circostanti, ruderi di manufatti bellici; facile la possibilità di incontri con stambecchi e altri esemplari di fauna alpina. E’ anche l’ambiente ideale per il gallo cedrone.

Si sale per un ripido sentiero verso la cima del Monte Isidoro (m. 1914). La vegetazione ha ricoperto e nascosto il sentiero per la successiva discesa ma, attraverso pini mughi e terreno alquanto accidentato, orientandosi verso Sud in meno di mezz’ora di cammino si ritrova il sentiero che da Porta Moline va a Busa dei Quaranta e lo si segue prendendo verso sinistra.

A Busa dei Quaranta si può notare un grande inghiottitoio naturale e qui è stato il nascondiglio di giovani renitenti alla leva austriaca durante il Risorgimento, quando tutto il territorio era dominio dell’Impero Austriaco. Si prosegue verso Est ed aggirando lo Scoglio Bianco, dopo un tratto di discesa per superare una profonda voragine, si inizia la salita verso i Castelloni di  San Marco. Sulla destra si incontra subito un vecchio cippo a ricordo dei caduti alpini. Raggiunta la sommità, attraverso strettoie e torrioni di roccia molto caratteristici, per un ampio fossato si arriva alla grotta dell’orsetto, una cavità naturale con neve perenne attrezzata con un tratto di ferrata sia per la discesa che per la risalita e che richiede una certa esperienza. Dalla vicina selletta si può godere di un’ampia visuale sulla Valsugana.
Da un attiguo cippo eretto a ricordo dei caduti alpini, si inizia la discesa verso malga Fossetta dove si ritrovano i mezzi parcheggiati.
Il Monte Castelloni di San Marco e i suoi paraggi, lungo tutto il percorso eseguito, sono stati teatro di rilevanti episodi bellici nel giugno 1916 e vi si distinse il battaglione alpini “Sette Comuni”.
L’intricatissimo terreno, i tratti di ferrata e la caratteristica conformazione delle rocce erose dal vento e dalle intemperie rendono l’escursione entusiasmante anche se un po’ impegnativa.

GPS:46.005912, 11.565908

Ti potrebbe interessare anche