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Per chi visita la città di Vicenza e vuole gustare alcune prelibatezze gastronomiche senza grandi spostamenti, proponiamo un itinerario nei comuni dell’hinterland, alla scoperta di alcune specialità che testimoniano la ricchezza della buona tavola berica.

Montecchio Maggiore, ad esempio, è nota ai buongustai, oltre che per i romantici castelli di Giulietta e Romeo, per la deliziosa mostarda locale, uno dei prodotti più schiettamente vicentini. Ricavata dalla mela cotogna, frutto profumato di rosa e denso di sapore una volta cotto, la mostarda vicentina è indissolubilmente legata al nome di un’azienda storica, la Boschetti, che aveva il suo stabilimento proprio a Montecchio Maggiore, fino al recente trasferimento. La ricetta, che risale al 1918, prevede mele cotogne (pelate, macinate, raffinate e cotte), frutta candita (ciliegie, albicocche, fichi, pesche e mandorle, che la rendono “perlinata”), zucchero e olio essenziale di senape, per dare il giusto contributo di piccante al prodotto. Di solito è accompagnata al bollito o al mascarpone, ma non mancano accostamenti sfiziosi con il pandoro e la panna montata, sotto le feste. La Fiera della Mostarda si tiene in dicembre.

Spostandosi a  Creazzo, il paese è terra simbolo di uno dei prodotti di punta del ricco patrimonio gastronomico provinciale: il broccolo fiolaro. Buono, ricco di proprietà benefiche ed estremamente versatile in cucina. Infinite le ricette nelle quali viene inserito, sia salate che dolci, dal cocktail fino al dessert: si sposa bene con la pasta e con il risotto, con la carne e con il pesce, ma anche con i dolci, come le frittelle e “la putana”, il tipico dolce vicentino di pane raffermo, polenta, mele, uvetta; senza scordare la grappa, il pesto e una prelibata “pizza terra mare alla vicentina”, a base di broccolo e baccalà alla vicentina. Tra gennaio e febbraio il broccolo fiolaro viene celebrato quale protagonista di una rassegna gastronomica e di una sagra paesana, mentre la Confraternita del broccolo si adopera per promuovere e valorizzare questo prodotto della terra.

Proseguendo il tour, una tappa merita, nel mese di aprile, la frazione di Cresole di Caldogno, dove si tiene la Festa della trota, pesce di fiume che trova un ambiente ideale nei numerosi corsi d’acqua che solcano la zona.
Nella vicina Dueville i principi della tavola sono gli spaghi, una varietà di legumi più nota come fagiolini o “tegoline asparagi”, caratterizzata da baccelli di notevole lunghezza, fino a 80 centimetri, di colore verde scuro, cui si devono le denominazioni di “fagiolo serpente” o “fagiolo metro”. Ottimi lessati o saltati in padella, gli spaghi si abbinano perfettamente con i bigoli freschi, in una sorta di paglia e fieno alla vicentina. Il momento migliore per assaporarne le qualità è il mese di luglio, in occasione della Fiera di Sant’Anna.

Non ha nulla da invidiare alla classica carota arancione, se non il colore più accattivante, la carota bianca di Monticello Conte Otto. Si tratta di una pianta erbacea, con steli cavi solcati e foglie simili al sedano, con una caratteristica radice a fittone di colore biancastro di notevoli dimensioni. Ottima lessata e aggiunta a zuppe e minestre, la carota bianca, il cui nome corretto è pastinaca, è nutriente e ricca di minerali, soprattutto potassio, fosforo e calcio.

Ha una tradizione ultracinquecentenaria la produzione del riso di Grumolo delle Abbadesse. La storia racconta di come proprio le badesse, monache del monastero benedettino di San Pietro a Vicenza, furono le artefici della fortuna del paese, bonificando le selve paludose e trasformandole in campi produttivi, destinati alla coltura del riso. Nei secoli alle religiose sono subentrate le famiglie nobili, che hanno proseguito l’opera. Il riso di Grumolo è soprattutto il Vialone Nano, ideale per risotti e insalate, ma anche la varietà Carnaroli. Entrambi si abbinano alla perfezione con altre pietanze, e sono dunque adatti a tutte le stagioni. Ai primi di maggio, l’appuntamento è con la suggestiva “Passeggiata tra le Risaie”, mentre a fine settembre, dopo la trebbiatura, il paese scende in festa per la tradizionale “Festa del Riso”. Attrazione gastronomica della giornata il Risoto dea badessa, che abbina carni e verdure.

Altre prelibatezze locali sono gli avannotti, un particolare tipo di pesce d’acqua dolce, a Bolzano Vicentino, e una caratteristica varietà di asparagi coltivata a Marola di Torri di Quartesolo da circa mezzo secolo (anche se la provincia vicentina è conosciuta per il Aspari Bianchi di Bassano Dop).

Infine, prima di uscire dalla cintura urbana del capoluogo vicentino, una sosta meritano Lumignano, grossa frazione di Longare, lungo la Riviera Berica e Pozzolo, frazione del comune di Villaga. Qui, si scorgono gli orti a terrazze, cosiddette “masiere”’, dov’è tradizionale la coltura dei piselli: una produzione precoce di un ortaggio di ineguagliabile delicatezza, dolcissimo, oggi utilizzato soprattutto dai ristoratori della zona.

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