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Sono numerosi i comuni dai quali transitare attraversando la Valle dell’Agno-Chiampo, con l’obiettivo di scoprire i sapori della tradizione locale. Gli amanti del formaggio non potranno che partire da Altissimo, polo caseario di particolare interesse per il mantenimento di una produzione a carattere tradizionale, legata alla pratica dell’alpeggio, con gli animali al pascolo durante l’estate e alimentati a fieno in inverno. Il risultato è un eccellente formaggio d’allevo di montagna, dall’inconfondibile sapore “vero” del latte crudo. D’obbligo assaggiare anche le trote di Altissimo, provenienti da allevamenti di storica e comprovata qualità.

Rimanda, invece, all’antica origine cimbra la cucina recoarese, di matrice tedesca, dovuta all’origine d’oltralpe degli abitanti dell’arco montano tra la Lessinia veronese e l’Alto Vicentino. Ecco, allora, che qui si possono gustare latte, ricotta e formaggi d’alpeggio; orzo e patate; salsicce e speck; verze e crauti; selvaggina e trote; funghi e lumache, dolci a base di mele. Ma il piatto simbolo di questa tradizione sono gli gnocchi con la fioretta, preparati impastando la farina bianca con la ricotta semiliquida, raccolta al suo primo affiorare, e versando la pastella a cucchiaiate nell’acqua bollente. I sofficissimi gnocchi vanno conditi con burro di malga spumeggiante e una grattuggiata di ricotta affumicata, oppure burro, zucchero e cannella, così come si possono assaggiare alla Festa dedicata a questo piatto, nel mese di settembre.
Recoaro, però, è famosa soprattutto per le sue ineguagliabili acque minerali, che sgorgano purissime da ben nove fonti termali, le cui virtù terapeutiche sono note fin dal 1686. L’acqua delle sorgenti viene utilizzata sia come bevanda che per inalazioni, bagni e fanghi.

Spostandosi più a vella, citazione d’onore per la durona di Chiampo, una ciliegia dalla polpa soda e dal sapore dolce e inconfondibile. È protagonista di numerose manifestazioni tra maggio e giugno, la principale delle quali è la popolare Mostra Nazionale delle Ciliegie, evento itinerante tra i comuni dell’Associazione Nazionale Città della Ciliegia; in diverse edizioni di tale mostra la durona di Chiampo ha conseguito il premio di “Miglior Ciliegia”.
Un prodotto gastronomico davvero particolare, poi, a Chiampo, è la “Cincionela co la rava”, una salsiccia in cui, alla carne di maiale, si aggiunge la polpa di rapa, ottenendo un insaccato che va consumato fresco, il cui sapore risulta delicato, con una nota di dolcezza conferita dall’ortaggio.

Risale, infine, alle antiche tradizioni contadine la ricetta delle squisite composte di Montorso, un prodotto unico nel suo genere. Le conserve si ricavano dalle verze, simili al cavolo cappuccio ma dal sapore più corposo.

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