Per giungere alla partenza del percorso si devono superrare gli abotati di Asiago, Gallio, Valle di Campomulo, arrivando fino al Bivio tra Malga Fiara e Malga Mandrielle, conosciuto anche come Bivio Pagarloch. Giunti a questo incrocio, si gira a sinistra e si raggiunge immediatamente dopo una breve salita, la Malga Fiara dove c’è possibilità di parcheggio.

Proseguendo a piedi, prima in salita e poi in discesa per la strada sterrata, si incontra sul fondo valle l’ex cimitero militare di Campofilon. Proseguendo lungo la valle stessa, si incontrano i ruderi dell’ex malga Pastori e dopo leggera salita lo spiazzo con un bivio, detto “spiazzo delle Saline”.

Lungo il percorso si  possono osservare trincee, gallerie, resti di manufatti militari della prima guerra mondiale. Si tratta di retrovie italiane prima e austro-ungariche poi, secondo l’andamento delle vicende belliche. Al bivio delle Saline si continua sulla strada di sinistra e continuando su questa si arriva ad un bivio segnalato come “bivio Rifugio Adriana”. Si continua ancora sulla strada di sinistra in direzione di Bivi Italia. Si oltrepassa la Selletta Caviglia dedicata al generale comandante la XXIX divisione italiana e si può notare a destra della strada un’ampia conca chiamata Grotta del Lago, dove esiste un ricco insediamento di marmotte. Con le dovute cautele si possono notare i movimenti di questi animali.

Tutta la zona è stata sede in tempo di guerra di retrovie delle linee di combattimento. Infatti poco più oltre si arriva alla Sella tra Monte Palo e Monte Forno. Proprio da qui partì l’attacco che la brigata di fanteria italiana “Arno”, della XXIX divisione, sferrò contro le postazioni del Monte Forno nel 1917, in concomitanza con la seconda battaglia dell’Ortigara.

Sempre proseguendo la strada si giunge alle immediate pendici del Monte Forno e con una breve salita se ne raggiunge la sommità caratterizzata da numerose gallerie e dai solchi di ardite trincee. Qui i soldati austriaci del XXVII reggimento di fanteria sostennero l’assalto italiano. A ricordo di questi eventi sorge nella non lontana dolina di Busa della Pesa una bella chiesetta eretta dai soldati stiriani e recentemente ripristinata dalla Croce Nera austriaca. Questa zona era sede del comando di reggimento, di un ospedaletto e di un cimitero militare di cui permangono  i resti.

Visitata la dolina e i suoi paraggi, si ritorna verso Monte Forno e sulle sue pendici si abbandona la strada sterrata per imboccare sulla destra una mulattiera che in discesa percorre la parte superiore della Valle di Nos e raggiunge il fontanello di Bosco Secco. La strada ora risale sulla sinistra verso l’ex cimitero militare di Campo Filon e da qui prosegue verso Malga Fiara dove si ritrovano i mezzi per il ritorno.
L’escursione è facile, ricca di spunti sia storici che naturalistici, data la quantità di ricordi bellici e di fenomeni naturali di flora e di fauna alpine.

GPS:45.957875, 11.550835

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