Centro maggiore e capoluogo della val Chiampo, la città è famosa soprattutto per il settore della concia delle pelli e della meccanica. Arzignano è attraversata dal torrente Chiampo (che dà il nome alla valle) ed è circondata da colline e, verso il nord della valle, da una corona di montagne appartenenti al Parco naturale regionale della Lessinia. La città ha origini antichissime, già esistente in epoca preistorica, fiorente in età romana e di grande importanza durante il dominio longobardo.

Nel medioevo ebbe tanta forza da sollevarsi contro gli Scaligeri. Nel Cinquecento vi si allogò l’industria tessile (produzione dei panni, concessa in esclusiva da Vicenza, e commercio della seta), inaugurando una tradizione che doveva arrivare sino al Novecento, quando l’apparato industriale di Arzignano si rimodellò sulla produzione elettromeccanica e sull’attività conciaria, capisaldi, insieme alla tradizionale lavorazione della rinomata pietra locale.

L’abitato, dal caratteristico impianto a croce, ha nell’eclettico Palazzo municipale di Antonio Caregaro Negrin (1877-79), nel neoclassico Duomo di Ognissanti (con un ampio ciclo di affreschi di Valentino Puppin e Lorenzo Rizzi) e nella Chiesa della Visitazione alcune dei suoi più significativi luoghi. Ad essi si aggiungono, come ovunque nel Vicentino, numerose ville. La principale, ancora nel centro abitato, è Villa Mattarello, eretta nel 1738. Molto simile, per impostazione generale, è la villa Zigiotti Salviati, in località Restena; in via Cazzavillan, c’è l’interessante casa Molin, del ‘400, che conserva le forme gotiche.

Tuttavia la presenza dominante è senza dubbio il poderoso Castello scaligero che torreggia sull’altura, a circa 1 km. dal centro dell’abitato. Più che un castello è un vero e proprio borgo fortificato, eretto, in solidi blocchi di pietra scura, dopo la sollevazione antiscaligera del 1336. E’ costituito da un lungo perimetro merlato (ben 650 m.) rafforzato da ben nove  torri e ancorato ad una solida rocca.

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