Montecchio ha in parte cancellato, per la sua travolgente crescita industriale, le tracce del suo passato proponendo la tipica tipologia architettonica dei moderni insediamenti industriali. Rimangono alcune testimonianze che costituiscono però una interessante attrattiva per i turisti.

Al top tra le visite, i Castelli di origine scaligera (sec. XIV) al tempo di Cangrande II: suggestivo è l’interno del Castello della Villa o di Romeo ove nei mesi estivi si svolge un prestigioso festival di danza e di cinema. La Villa è poi un ottimo documento di architettura del Cinquecento.

Momento importante per il paese: la presenza dell’architetto Antonio Pizzocaro, a cui è dedicato il famoso oratorio, ora Lombardi, ricco di opere di Francesco Maffei, di Orazio Marinali e di altri pittori. Poco distante il gioiello di Montecchio: la villa Cordellina – Lombardi che il celebre avvocato Carlo Cordellina volle decorata dal grande G.B. Tiepolo.

Grazioso il villino Lorenzoni di gusto neoclassico o meglio neopalladiano. Le parrocchiali del paese sono ricche di opere d’arte che vanno dalla grande scultura gotica, Madonna con bambino, alla celebre pala di G. Buonconsiglio detto il Marescalco, firmate e datate, (chiesa di San Pietro) al Trittico scultoreo di S. Vitale (sec. XV) alla pala della Purificazione di Antonio de’ Pieri, alla mensa dell’altare maggiore della bottega dei Marinali (Duomo di San Vitale), alle pale d’altare dei Maganza e alle caravaggesche tele di Francesco Muttoni detto il Vecchio (S.S. Trinità).

Il volto di Montecchio è segnato dall’architettura eclettica di Ferruccio Chemello, ora rinascimentale (Scuola Elementare, Scuola Materna), ora gotico svizzero (villino Panarotto, Stazioni tranviarie). Il tempo attuale è rappresentato degnamente dalle officine Lowara, di Renzo Piano nei pressi della Villa Cordellina Lombardi.

 

 

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