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Il “primo cittadino” di Posina è la natura. Il suo territorio, adagiato fra le Prealpi Venete, si trova ai piedi dei monti Majo, Gamonda e dei gruppi montuosi del Pasubio e del Novegno, mentre la Val Posina è attraversata dal torrente omonimo.

Posina, con le frazioni di Beber, Forni Alti e Fusine, è il comune che occupa maggior estensione nel massiccio pasubiano. I monti che circondano la zona, suddivisa in ben 102 contrade, si prestano a incantevoli escursioni, trekking e passeggiate. Nel centro di Posina, monopolizzano l’attenzione il laghetto artificiale Main e la Chiesa parrocchiale S.M. Margherita, riaperta dopo un restauro. Sul sagrato, il monumento all’emigrante, che si affianca ad altri monumenti sul territorio, come quelli ai caduti e agli alpini, e ai numerosi capitelli e edicole votive.

La meta più nota in zona  la Strada delle 52 Gallerie sul Pasubio, mulattiera di 6.300 metri, percorribile a piedi, testimonianza del lavoro della 33a Compagnia di minatori, che la costruì in dieci mesi, per ovviare all’occupazione austriaca della strada degli Scarrubi. Un’altra considerevole opera bellica del Pasubio è il sistema sotterraneo dei due Denti, ovvero due speroni rocciosi, l’uno di fronte all’altro, vere fortezze naturali, divise da una selletta. Uno fortificato dagli italiani, l’altro dagli austriaci, furono teatro di una guerra parallela, la “guerra sotterranea”, nel tentativo di distruggersi a vicenda. Un altro sistema sotterraneo si individua nel Monte Corno Battisti.

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